Meridionali senza filtro

regia Michele Bia

con Franco Ferrrante, Nicola Giustino, Francesco Lorusso

sceneggiatura Michele Bia

direttore della fotografia Roberta Allegrini

montaggio Annalisa Forgione

musica Davide e Massimo Laneve

suono Ignazio Vallucci, Michele Tota

In una grigia e pesante giornata di Novembre tre uomini viaggiano sulla strada che dalla Puglia porta in Basilicata. Fajele, il fratello maggiore, deve sposarsi con una ragazza che abita in un paese dalla rinomata fama iettatoria. Per l’occasione ha portato con sé il fratello minore, Nicola, e suo padre, un uomo di settanta anni, da poco operato al cuore.

 

“Ho sempre avuto un ‘idea curiosa di noi meridionali: siamo capaci di trasformare con tanta disinvoltura una festa in tragedia e con altrettanta disinvoltura  convertiamo quella stessa tragedia in festa.

Beh, “meridionali senza filtro” è  un po’ questo: si parte per un matrimonio e si arriva ad un funerale. Chi si sposa è il figlio, quello che muore è il padre.

Nell’arco di un giorno!

Ma “meridionali senza filtro” è anche  uno scuro conflitto tra due fratelli, il cui odio, sopito da sempre per “educazione  della famiglia”, esplode in un viaggio lontano da casa, sotto i ruderi di un paese fantasma e sotto lo sguardo di un padre che  chiude gli occhi per mettere fine  ad un meccanismo esasperante di cui lui è vittima sacrificale. 

Più in generale è la guerra tra due imbecilli,   pronti a scagliarsi l’uno contro l’altro per dimostrare che la verità sta  dalla propria parte. Sono due che giocano continuamente con la morte, degli altri, anzi non sI accorgono neppure della morte del padre,  perché troppo occupati a darsele di santa ragione. Loro sono così, sono ottusi.

E quando  sono due ottusi a farsi battaglia prima o poi una vittima innocente ci scappa. 

In qualsiasi ambito: familiare, sociale, politico, militare.”

Michele Bia